RISERVA REGIONALE VALLI DI S. ANTONIO
![]() Esemplare di cervo |
![]() Femmina e piccolo di camoscio |
![]() Acquila reale |
![]() Capra |
Volendo localizzare un cuore, insieme geografico e spirituale, nel corpo quieto eppur vitale della Valcorteno, questo si sente senz'altro pulsare dentro la Riserva Naturale Regionale "Valli di S. Antonio". Paradiso per gli amanti della natura e oasi di pace per centinaia di camosci-caprioli-cervi-mufloni, giocose marmotte e fulve volpi, martore ed ermellini, scoiattoli e lepri, francolini di monte e pernici bianche, imponenti gufi reali e civette nane, corvi imperiali e rauche ghiandaie, todi e altri uccelli melodiosi. La riserva è inoltre luogo di nidificazione dell'aquila reale, del gallo forcello e degli ultimi rari esemplari di gallo cedrone.
Brandét e Campovecchio, un tempo disseminate di malghe fino a oltre quota 2000 m., molte delle quali ora in disuso, sono le due profonde e magnifiche valli del parco solcate dagli omonimi impetuosi torrenti. Questi discendono il primo dall'anfiteatro formato dal Palone di Torsolazzo-Piz Svolt-Torsoleto-Castel di Piccolo e l'altro dal Borga-Culvegla-Sellero-Telènek, confluiscono in prossimità dell'antico borgo di S. Antonio, ancor oggi abitato tutto l'anno.
FAUNA La riserva si caratterizza
come oasi di pace per centinaia di camosci, caprioli, cervi,
mufloni, giocose marmotte e fulve volpi, martore ed ermellini,
scoiattoli e lepri, francolini di monte e pernici bianche,
imponenti gufi reali e civette nene, corvi imperiali e rauche
ghiandaie, tordi ed altri uccelli melodiosi. La riserva è
inoltre luogo di nidificazione dell'aquila reale, del gallo
forcello e degli ultimi rari esemplari di gallo cedrone.
FLORA
Se le rosee pennellate del rododendro che decora
a giugno-luiglio interi versanti non possono non incantare, cosa
dire del profumo inebriante delle dafni e delle saxifraghe, delle
nigritelle e dei gigli martagoni? Per non parlare dell'emozione
per una scoperta di una rara scarpetta di venere o drosena
carnivora di Piangembro, delle primule e pulsatille in mezzo a
milioni di genzianelle del Pàdrio-Mortirolo, dello stupore per
l'inaccessibilità delle stelle alpine del Corno dell'Agna.....
VEGETAZIONE Il patrimonio
boschivo, da decenni praticamente non intaccato, è ragguardevole.
Risalendodai fondovalli ritroviamo prima latifoglie quali
betulla, rovere, nocciolo, castagno, ontano, frassino, ciliegio
selvatico, sambuco, robinia, sorbo, faggio; poi foreste d'abeti
rossi e bianchi, pini d'ogni specie e foggia, larici e ginepri
che colonizzano quasi interamentele le quote fino al limite della
vegetazione arborea. Questo equilibrato complesso vegetazionale
è arricchito da una variopinta fioritura di funghi e prelibati
frutti del sottosuolo.
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